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Altri Artisti
del
Periodo Liberty
Ci fu un filo
diretto tra Toscana e Parigi, riguardo alla problematica divisionista,
che diede i suoi frutti con la generazione di artisti che furono allievi
di Fattori, giovani nati tra il 1870 e il 1880 circa, che affrontarono
il confronto con l'Impressionismo con uno spirito più duttile, anche se
certo meno rigoroso, e che attraverso questo approccio giunsero a
sperimentare la pittura complementare.
È questo il caso di Giorgio Kienerk, che dagli avvii d'ambiente
macchiaiolo passò ai primi esperimenti di scomposizione
della
luce nelle opere del 1891, come In riva all'Arno e Alberi sul
mare, seguite nel 1892 da San Martino d'Albaro, tele queste
ultime che testimoniano di un'esperienza pittorica condivisa in Liguria
con Angelo Torchi e Plinio Nomellini.
Dall'esempio di Nomellini derivò il decorativismo e cromatismo
esasperato di Rubaldo Merello, noto soprattutto per i suoi vividi
paesaggi della Liguria nei quali a volte raggiunge risultati al limite
della rappresentazione naturalistica, avvolgendo
e
animando a tal punto la pennellata da sostituire il gesto e il segno al
dato oggettivo.
Le
tele di Benvenuti furono particolarmente apprezzate alla mostra
dei Divisionisti italiani allestita nel 1907 a Parigi dalla Galleria
Grubicy. Alla stessa rassegna venne presentata anche l'opera di
Adriano Baracchini Caputi,un altro toscano sostenuto da Alberto
Grubicy, impegnato soprattutto nella rappresentazione di paesaggi.
A
Previati si rifà anche Giuseppe Cominetti, alternando
temi misticheggianti a vitalistiche e ritmate composizioni mondane, di
poco precedenti alla sua adesione al Futurismo, movimento al quale egli
approdò come Umberto Boccioni proprio attraverso una
approfondita lettura della 'dinamicità' della pittura di Previati.
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