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Giorgio Kienerk (Firenze 1869 – Fauglia/Pisa 1948) Nasce da un'antica
famiglia toscana e inizia a studiare disegno e scultura avendo come
maestro Adriano Cecioni. A soli diciassette anni ebbe l’occasione di
esporre alla Promotrice di Firenze e quando il maestro Cecioni morì
prematuramente nel 1886, Giorgio si avvicinò a Telemaco Signorini, il
quale lo spinse a dedicarsi anche al mestiere di pittore. Alla fine
degli anni ottanta diventa assiduo frequentatore della trattoria del
Il filo diretto tra Toscana e Parigi, nel divisionismo, diede i suoi frutti con la generazione di artisti che furono allievi di Fattori, giovani nati tra il 1870 e il 1880 circa, che affrontarono il confronto con l'Impressionismo con uno spirito più duttile, anche se certo meno rigoroso, e che attraverso questo approccio giunsero a sperimentare la pittura complementare.
Giorgio Kienerk - In riva all'Arno - 1891 È questo il caso di Giorgio Kienerk, che dagli avvii d'ambiente macchiaiolo passò ai primi esperimenti di scomposizione della luce nelle opere del 1891, come In riva all'Arno e Alberi sul mare, seguite nel 1892 da San Martino d'Albaro, tele queste ultime che testimoniano di un'esperienza pittorica condivisa in Liguria con Angelo Torchi e Plinio Nomellini.
Giorgio Kienerk Viti e lecci olio su cartone cm. 20 x 33,5
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